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Barocco
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Il mwfqBarocco è un periodo artistico, ideologico e culturale iniziato a manifestarsi in mwfgItalia tra la fine del XVI e i primi decenni del XVII secolo, e durato in tutta Europa fino alla metà del XVIII secolocite-ref-1[1]. Esso abbraccia non solo il mondo dell'architettura e delle arti, ma anche la letteratura, la musica, le scienze e la filosofia.

In senso stretto l'espressione viene riferita a uno specifico ambito artistico fiorito a mwhaRoma tra il terzo e il quarto decennio del XVII secolo. Nel clima della riorganizzazione politica e religiosa promossa dalla mwhqControriforma dopo il mwhgConcilio di Trento, il papato cercò nell'arte un linguaggio espressivo e comunicativo, volto alla riconquista del centro della cristianità. Attraverso le committenze, Roma richiamava a sé i migliori talenti: mwhwGian Lorenzo Bernini, mwiaFrancesco Borromini, mwiqPietro da Cortona; da mwigBologna arrivarono mwiwGuido Reni, mwjaGuercino, mwjqDomenichino; dalla mwjgToscana mwjwFrancesco Mochi, mwkaPietro Berrettini; da mwkqNapoli mwkgLuca Giordano, da mwkwGenova mwlaGiovan Battista Gaulli. Papi, principi e cardinali si contesero dunque gli artisti più innovativi per palazzi e chiese, promuovendo un grande rinnovamento urbanistico e architettonico e un nuovo linguaggio figurativo che usava le immagini per stupire, e che divenne il linguaggio del potere.cite-ref-forl-2-0[2]Roma accolse tutte le tendenze, con cospicui precedenti nell'opera di alcuni autori tardo-cinquecenteschi, come il mwmqVeronese, il mwmgTintoretto e soprattutto i mwmwCarracci.cite-ref-3[3] Mentre mwoaLudovico sviluppava uno stile che muove alla spiritualità, mwoqAnnibale, una volta trasferitosi alla corte di mwogOdoardo Farnese, si orientò verso il recupero del modello classico, prendendo spunto dall'antico e da chi, come mwowRaffaello, ne aveva interpretato meglio l'ideale.cite-ref-forl-2-1[2] Uno snodo fondamentale è costituito dall’opera di mwqaCaravaggiocite-ref-4[4]. Circa dieci anni più giovane di Annibale, Caravaggio segnò un punto di rottura e di inizio di una nuova generazione di artisti, focalizzandosi su una realtà più cruda e sanguinante e sull'impatto emotivo della luce.cite-ref-forl-2-2[2]

In senso generale il Barocco è stato definito una «denominazione e qualifica dello stile secentesco: dapprima con senso dispregiativo, a indicare opera o forma goffa, pesante, strampalata, soprattutto artificiosa e involuta; oggi come designazione positiva e storica di quella civiltà letteraria e artistica (compresa tra il mwsgRinascimento e l'mwswIlluminismo)»cite-ref-5[5].

Lo storico francese mwuqFernand Braudel individuò nell'epoca barocca il punto di massimo irradiamento della civiltà italiana, indicando nel Barocco «una nuova forma di gusto e di cultura, una ‘civiltà' che rivestirà l'intera Europa» e darà vita a «una serie di creazioni moderne», come l'mwugopera, il mwuwteatro moderno e la mwvascienza modernacite-ref-6[6].

Contents

Note

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Origine del termine

Il termine "barocco" si riconduce a una duplice origine. Per un verso deriva dal francese mwxabaroque cite-ref-7[7], che ricalca il portoghese mwyqbarroco e lo spagnolo mwygbarrueco, i quali stanno a designare la perla di forma irregolare (l'italiana "scaramazza").cite-ref-8[8] In quest'accezione il termine è quindi usato per connotare anzitutto una realtà fisica e in seconda battuta le sue ricadute estetiche e psicologiche. Fra coloro che impiegarono mwzwbaroque in questo senso, si può ricordare mwaaCharles de Brosses, che intorno al 1739 se ne serve per stigmatizzare alcuni innovativi − e a suo giudizio bizzarri − elementi architettonici di mwaqPalazzo Pamphilj.

Le sue prime attestazioni in italiano si riallacciano però a un termine della mwawsillogistica mwbascolastica, mwbqbaròco, impiegato per designare una realtà intellettuale, logica e metafisica. Nel linguaggio della scolastica mwbgbaròco non è che un artificio per memorizzare un modo della seconda figura sillogisticacite-ref-9[9], quello nel quale la premessa maggiore (indicata con la A di “ba”) è universale affermativa, mentre la premessa minore (indicata con la O di “ro”) e la conclusione (indicata con la O di “co”) sono particolari negative.cite-ref-10[10] Tale struttura dà vita a un ragionamento che pur non essendo falso risulta tuttavia astruso e stravagante (per esempio: tutti gli uomini sono razionali; alcuni animali non sono razionali; alcuni animali non sono uomini). “Baroco” diventa quindi emblema di ragionamento rigoroso nella forma, ma fragile nel contenuto logico, e l'espressione “argomento in baroco” fa il suo ingresso nell'uso italiano come sinonimo di bizzarria logica, tortuoso ragionamento fine a sé stesso.

In Italia il contatto fra le due accezioni si deve a mweaFrancesco Milizia, che nel suo mweqDizionario delle belle arti e del disegno (1797) scrive: «Barocco è il superlativo del bizzarro, l'eccesso del ridicolo. mwegBorromini diede in delirii, ma mwewGuarini, mwfaPozzi, mwfqMarchione nella sagrestia di S. Pietro ecc. in barocco».cite-ref-11[11]

In ogni caso − sia che si faccia riferimento alle tre sillabe usate nella mwgwscolastica medievale, sia che si guardi al francese mwhabaroque con riferimento ad una perla irregolare,cite-ref-12[12] − resta evidente l'originario significato derisorio con cui il termine veniva utilizzato.

L'uso del vocabolo da parte dei critici e degli storici dell'arte risale comunque alla seconda metà del Settecento (si veda il già citato Francesco Milizia). Riferita inizialmente alle mwigarti figurative, l'espressione viene successivamente applicata anche alla mwiwletteratura e ad altri ambiti, e verso la fine dell'Ottocento inizia a perdere, almeno parzialmente, la sua connotazione negativa.

L'elaborazione del concetto

La messa a fuoco della categoria estetico-stilistica e storico-culturale di “barocco” è il frutto di un laborioso processo critico. Il significato di "barocco" è stato a lungo caratterizzato in senso svalutativo. Ancora agli inizi del Novecento mwjgBenedetto Croce asseriva che, a rigore, l'espressione "arte barocca" doveva ritenersi contraddittoria.cite-ref-13[13] Dell'arte barocca si sottolineava pressoché esclusivamente «l'esaltazione dei moti fisici e spirituali oltre ogni norma di classica contenutezza, l'ampollosità, il desiderio di meravigliare con spettacolose, illusive scenografie e invenzioni stravaganti e inattese»,cite-ref-14[14] caratteri che indubbiamente le competono, ma che sono ben lungi dall'esaurirne la natura e la portata. Fra i primi a proporre una decisa rivalutazione del Seicento artistico e delle sue propaggini settecentesche, va segnalato mwlwHeinrich Wölfflin, che già sul finire del XIX secolo cercò di isolare i caratteri propri del barocco attraverso la loro contrapposizione agli stilemi dell'arte rinascimentale: forme aperte nell'arte barocca contro forme chiuse in quella mwmarinascimentale, profondità contro superficie, dinamismo contro staticità, ecc.cite-ref-15[15] cite-ref-16[16] Non molto più tardi Werner Weisbach individuava nella sensibilità barocca una nuova, inquieta, visione del mondo, legata ai rivolgimenti religiosi del XVI secolo, mwogRiforma protestante e soprattutto mwowControriforma cattolicacite-ref-17[17]. Giulio Carlo Argan arriverà a definire il Barocco «una rivoluzione culturale in nome dell'ideologia cattolica»cite-ref-18[18]; non solo uno stile artistico, dunque, ma un'autentica fase della civiltà.

Non è mancato chi, come mwrqEugenio d'Ors, ha assegnato all'idea di “barocco” valore metastorico, ravvisandovi una ricorsiva fase di reazione imaginifica ai periodi di chiaro e razionale equilibrio classico.cite-ref-19[19] Quando si usa il termine "barocco" per indicare il gusto delle manifestazioni artistiche seicentesche si tende peraltro a porre l'accento su quelle caratterizzate da un'estrosità eccentrica e compiaciuta, spesso ai limiti della bizzarria: non va però dimenticato come anche in tale epoca siano presenti espliciti richiami ai moduli classici e come il linguaggio classico rimanga pur sempre per gli artisti un termine di riferimento.cite-ref-20[20]

Merita poi rilievo l'acquisizione critica secondo cui gli esponenti del mondo barocco, mwtwin primis di quello letterario, avevano piena coscienza del carattere "moderno" e innovativo dell'orizzonte stilistico e ideologico che alimentavano, o cui comunque appartenevano. Come scrive mwuaFranco Croce, anche se «nei primi anni del Seicento […] non assistiamo […] a una netta contrapposizione tra amanti del presente da un lato […] e mwuqmwuglaudatores temporis acti dall'altro», in quegli stessi anni è tuttavia «costante la coscienza delle particolari qualità dell'età moderna (siano esse giudicate positive o negative) e differenti sono poi le conseguenze, le scelte del gusto che di volta in volta se ne traggono».cite-ref-21[21]

Poetica del Barocco

Il Barocco afferma valori etici ed estetici ben definiti e agevolmente riconoscibili, legati in modo eminente, anche se non esclusivo, alla Controriforma cattolica. Si registra, per esempio, una decisa rivalutazione degli elementi realistici, istantanei e particolari nella rappresentazione, ma anche l'attribuzione di uno statuto di dignità e autonomia alla facoltà immaginativa, nonché il riconoscimento di un ruolo centrale alla capacità di persuadere. Nell'elaborazione teorica del Barocco grande rilievo viene ad assumere la riflessione sulla mwyamwyqPoetica di Aristotele, che suggerisce nuovi modi di intendere il concetto di imitazione, fino ad assimilarlo a quello di “finzione”. L'attenzione agli intenti persuasivi dell'attività creativa conduce inoltre all'affermarsi di un ideale retorico dell'arte, al quale viene informata la ricerca dei più svariati elementi espressivi e stilistici: l'efflorescenza decorativa, i giochi di luce, l'amplificazione, la torsione, la ricerca dell'arguzia, della sorpresa, la lievitazione del piano semantico e simbolico, ecc.

La spettacolarità, lo stupore e l'effimero sono elementi fondamentali di questo stile: a Roma (e poi in tutto il mondo cattolico), soprattutto sotto i pontificati di mwywUrbano VIII Barberini (1623-1644) e di mwzaAlessandro VII Chigi (1655-1667) si diffusero gli mwzqapparati effimeri, allestimenti in legno, tessuto o cartapesta costruiti appositamente per celebrare feste religiose, processioni, santificazioni, incoronazioni, matrimoni. La forza espressiva di questi allestimenti (che talvolta diventavano costruzioni permanenti, come nel caso di alcune fontane o obelischi) serviva ad affermare il potere del committente (papa, stato o famiglia nobile che fosse) e gli eventi festivi, sempre più spettacolari, oltre ad essere un momento di aggregazione sociale dovevano diventare un mezzo di diffusione ideologica in relazione alla politica e alla religione.cite-ref-forl-2-3[2]

È stato osservato da più parti, a partire da Heirich Wölfflin, come la cultura barocca sia portatrice di un'innovativa apertura al concetto di infinito. Un'infinità positiva (cioè non pura e semplice negazione del finito) e posta in stretta relazione con l'intimo dinamismo della realtà creativa. Si è, al riguardo, chiamata in causa l'infinità dei mondi teorizzata da mw0wGiordano Bruno: «Movimento e mutamento non sono segni di imperfezione, perché un universo vivente deve potersi muovere e mutare»;cite-ref-22[22] come scriveva Bruno nel suo mw2aDell'infinito, universo e mondi: «Non sono fini, termini, margini, muraglia che ne defrodino e suttraggano la infinita copia delle cose… perché dall'infinito sempre nuova copia di materia sottonasce».cite-ref-23[23]

La temperie barocca pone − e si pone − altresì angosciosi interrogativi sull'autentico senso dell'esistenza umana, avverte e trasmette l'inquietudine delle cose, un profondo e spesso oscuro senso di instabilità, a dispetto della programmatica finalizzazione di ogni aspetto dell'attività umana, inclusa ogni forma di creatività, mw3gmw3wad maiorem Dei gloriam, secondo i dettami del mw4aConcilio di Trento. L'epoca del Barocco vede agitarsi in sé anche le istanze del nuovo sapere scientifico e della sua ricerca, alle cui suggestioni il mondo dell'arte e delle lettere restano tutt'altro che insensibili. Né va dimenticata l'elaborazione di nuove, ingegnose, prospettive in campo filosofico e politico.

Il Barocco si realizza come uno degli ultimi grandi stili unitari europei, pur con le cospicue variazioni che ne caratterizzano il declinarsi all'interno dei diversi paesi.

Arte barocca

Come accennato, la nozione di "barocco" viene anzitutto applicata all'ambito delle arti figurative, a partire dalle grandi opere architettoniche, scultoree e pittoriche realizzate nella Roma di mw8gUrbano VIII da mw8wBernini, mw9aBorromini, mw9qPietro da Cortona e numerosi altri artisti loro affini. Uno dei fattori all'origine del linguaggio artistico barocco è spesso individuato nel rifiuto delle forme, ormai estenuate, del mw9gManierismo. In tal senso possono essere indicati fra i precursori della sensibilità barocca figure come gli emiliani Annibale, Agostino e Ludovico mw9wCarracci o come il lombardo mw-aMichelangelo Merisi da Caravaggio.cite-ref-24[24]

Nucleo pulsante della nuova sensibilità è la tensione dinamica, che si esprime in una ricca gamma di soluzioni stilistiche, vere e proprie costanti della sintassi artistica barocca: l'andamento curvilineo dei corpi architettonici, il sistematico ricorso alla figura bifocale dell'ellisse (contro la figura monofocale e statica del cerchio), l'adozione della colonna tortile e del frontone "rotto", la plastica concitazione delle figure, il rigoglio vaporoso dei drappeggi, la proliferazione dell'ornamento, la dilatazione pittorica delle superfici ecc.

L'acuto senso della teatralità (come si è detto, il teatro moderno vede la luce proprio in quest'epoca) spinge gli artisti a concepire le proprie opere come scenografie drammatiche, ricorrendo a tutti gli espedienti necessari per creare il necessario pathos e suscitare lo stupore del pubblico. Di qui l'immenso repertorio di inganni prospettici e aperture fittizie dello spazio (celeberrimi quelli del mwaquPozzo), moltiplicazioni dei punti di fuga, giochi chiaroscurali, policentrismi della composizione, sia essa architettonica, plastica o pittorica, ecc...

Con l'irrompere del XVIII secolo il linguaggio stilistico barocco si trasporrà nelle forme più leggere e vaporose (talora anche frivole e leziose) del cosiddetto Barocchetto o mwaqcRococò.

Letteratura barocca

In ambito letterario il Barocco si connota soprattutto per la ricerca, ora freddamente intellettualistica ora emotivamente partecipe, dello stupefacente, dell'arguzia concettuale, dell'immagine singolare e dell'analogia inusitata, proposti in un'ardita commistione di sensualismo e ingegnosità (secondo la celebre formula del mwaqsCrocecite-ref-25[25]).

Gli autori barocchi frequentano con disinvoltura tutti i generi letterari, dal poema alla lirica, dal dramma al romanzo, dalla cronaca di viaggio al saggio erudito, dalla prosa devozionale al trattato teorico, opponendo al contegno tematico e stilistico della letteratura rinascimentale, un coraggioso sperimentalismo. In ambito poetico, per esempio, la rigorosa canonica della tradizione mwarepetrarchista, che aveva segnato la produzione lirica del Cinquecento, viene rimodulata, dilatata e infine respinta e trascesa con il disinvolto ampliamento della materia trattata (accanto all'armonia della bellezza si canta il brutto, il deforme, il macabro) e con l'arricchimento degli strumenti espressivi (a partire dalla dilatazione del patrimonio iconico e del repertorio lessicale). Rispetto ai modelli del secolo precedente, la letteratura barocca presenta quindi un'assai maggiore varietà nei temi e una più ampia libertà nelle forme.

La teoria letteraria barocca sancisce poi l'emancipazione dell'attività creativa da ogni vincolo di natura estrinseca, non ascrivibile cioè alla pura e semplice dimensione estetica.cite-ref-26[26] Il primato dell'immaginazione riceve così una formale consacrazione, che dota di solide basi il gusto della meraviglia, dell'arguzia concettuale, della metafora funambolica, della deviazione dalla norma, e gran parte degli altri elementi distintivi della produzione letteraria barocca.cite-ref-27[27] Accanto a tali aspetti, e con essi in stretta connessione, la letteratura barocca coltiva un acceso interesse per l'illusorio, il sogno, la metamorfosi, nonché il senso di una studiata teatralità, che trova esemplificazione nella figura della “macchina” (intesa come mirabolante costrutto dell'ingegno).

Per indicare gli accessi parossistici del concettismo viene a talvolta utilizzato il termine "barocchismo".

Musica barocca

Con la formula "musica barocca" si fa riferimento a un periodo della storia musicale che oltrepassa in misura notevole i limiti cronologici dell'arte e della letteratura propriamente barocche. L'attività di molti dei più celebri musicisti ordinariamente classificati come "barocchi" − gli italiani Monteverdi, Frescobaldi, Carissimi, Corelli, Torelli, Vivaldi, Pergolesi, Galuppi e Alessandro e Domenico Scarlatti, i tedeschi Schütz, Buxtehude, Pachelbel, Telemann, Bach, Händel e Hasse, i francesi Lully, Charpentier, Marais, Couperin e Rameau e l'inglese Purcell − si svolge interamente nel XVIII secolo. Altri operano fra la fine del XVII e l'inizio del XVIII. E per converso i compositori attivi nel pieno del Seicento vengono spesso classificati come tardo-rinascimentali o protobarocchi. Fra il fenomeno del Barocco musicale e quello del Barocco artistico e letterario non sussiste pertanto una piena corrispondenza temporale. Del resto, nonostante persista con tenacia nell'uso corrente, l'espressione "musica barocca" è stata progressivamente accantonata dalla manualistica musicologica in favore di soluzioni più neutre come, "musica dell'età barocca", "Seicento (o Settecento) musicale", "musica del Seicento (o del Settecento)" e simili.cite-ref-28[28]

La musica dell'età barocca si articola in un'enorme varietà di generi, scuole e correnti, una polivocità che rende alquanto difficile tracciarne un profilo unitario. Un elemento comune si può indicare nel dominio, pressoché incontrastato, della scrittura mwaticontrappuntistica. Sebbene il contrappunto non possa definirsi una tecnica compositiva di ideazione barocca, in tale epoca esso raggiunge le sue espressioni più ricche e rigorose, culminanti nell'opera di mwatmJohann Sebastian Bach. Il gusto barocco della costruzione ingegnosa trova innumerevoli campi d'applicazione anche in ambito musicale. Fra la seconda metà del Seicento e la prima metà del Settecento giunge, per esempio, a compiuta perfezione il sofisticato meccanismo compositivo della mwatqfuga, viene fissata la forma canonica del mwatuconcerto, vengono poste le basi per lo sviluppo della mwatysonata, ecc. Altre caratteristiche si possono riassumere in: uno stile unitario ed organico, pezzi da 12 o più parti, lo stile del canto più severo, declamatorio e prevalentemente sillabico, contrasti: lento-veloce forte-piano e uno stile concertante italiano, contrappuntistico tedesco e strumentale francese.

Tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento prende poi forma l'opera, che dalla nativa Italia si propagherà rapidamente al resto d'Europa.cite-ref-29[29] Nell'opera poesia, musica, danza e arti figurative si danno convegno, animando uno spettacolo totale basato su «due presupposti imperiosi e tenaci: la dottrina degli affetti e l'idea del meraviglioso»,cite-ref-30[30] l'una e l'altra solidi capisaldi della poetica barocca. All'Italia barocca si deve l'invenzione stessa dell'ambiente teatrale moderno, con la sua struttura a emiciclo, i suoi fondali, il sipario, le macchine, ecc.

Accanto all'opera nasce, ancora una volta in Italia, il genere musicale drammatico dell'mwauioratorio, che conoscerà notevole fortuna anche nei principali paesi Europei.

L'età barocca fu un ricco campo di sperimentazione anche per quanto riguarda gli strumenti musicali: si fissano i principi costruttivi dei moderni mwauqstrumenti ad arco, si perfezionano strumenti a tastiera come l'mwauuorgano e il mwauyclavicembalo, si realizzano i primi mwaucpianoforti.cite-ref-31[31]

Tra i portati musicali di primaria importanza dell'età barocca va menzionata la definitiva adozione del mwau0temperamento equabile, che segna una svolta decisiva per lo sviluppo del linguaggio musicale occidentale.

Note

cite-note-11. mwavqDino Formaggio, mwavuIl Barocco in Italia, Milano, 1960, p. 42: «Il potente respiro del Barocco italiano investe ormai in mille modi diversi e diversamente si riflette nelle corti e nelle società borghesi d'Europa; finché l'originario e vigorosamente paradossale suo fuoco logico, così modernamente vivo di controsignificanze, verrà a spegnersi quasi del tutto tra le lievi grazie dorate del mwavyRococò».
cite-note-forl-22. Gianfranco Brunelli, mwawaBarocco. Il gran teatro delle idee, Dario Cimorelli Editore, Milano, 2026. ISBN 9791255612148
cite-note-33. Giuliano Briganti, mwawuMilleseicentotrenta, ossia il Barocco, in mwawy“Paragone”, 13 (1951), pp. 8-17.
cite-note-44. "Il 'realismo' di Caravaggio - caduta ogni impalcatura accademica - diventa la controparte della sua stessa umanità, la suprema obiettività e quindi anche la suprema potenza del suo stile", Stefano Bottari, 1966, ne mwawoi diamanti dell'arte
cite-note-55. Salvatore Battaglia, mwaw4Grande dizionario della lingua italiana, vol. II, Torino 1995, p. 76.
cite-note-66. Fernand Braudel, mwaxiIl secondo Rinascimento: due secoli e tre Italie, Torino 1986, pp. 84-85.
cite-note-77. mwaxymwaxcDictionnaire de l'Académie française, edizione del 1694
cite-note-88. Il primo a fare menzione della perla mwaxsbarroco sembra essere stato il botanico portoghese mwaxwGarcia da Orta, che definisce le perle indiane «uns barrocos mal afeiçoados e não redondos, e com aguas mortas» (mwax0Coloquios dos simples e drogas da India, Goa 1563, colloquio 35, foglio 139 v.). Sull'etimo sono state avanzate dai linguisti (p. es. Diez, Körting, Meyer-Lübke e Bloch) varie e curiose ipotesi, come la derivazione dall'arabo mwax4barraqa (“aprire gli occhi”), dal latino mwax8bis-roca (“pietra storta”) o mwayaverruca (“bitorzolo”) e dallo spagnolo mwayebarro (“escrescenza”, a sua volta dal latino mwayivarus “storto”). Cfr. Giovanni Getto, mwaymIl barocco letterario in Italia, Milano, Bruno Mondadori, 2000, pp. 391-392.
cite-note-99. mwaycBenedetto Croce, mwaygIl concetto di Barocco, in mwaykLa Critica. Rivista di Letteratura, Storia e Filosofia, 23, 1925, pp. 129-143.
cite-note-1010. Premessa minore e conclusione sono dunque affini (e ciò sta a segnalare l'identità della vocale, O), perché entrambe particolari negative, ma non completamente identiche (e ciò sta a segnalare la differenza di consonante, R e C).
cite-note-1111. Francesco Milizia, mwazaDizionario delle belle arti e del disegno, II, 131. Per una storia del termine "barocco" si veda Bruno Migliorini, mwazeEtimologia e storia del termine "barocco", in mwaziManierismo, barocco, rococò, Roma 1962, pp. 39 e segg. Migliorini segnala anche un terzo etimo, che riconduce il vocabolo a una tipologia di contratto usuraio ("barocchio" o "baroccolo").
cite-note-1212. mwazyRené Wellek, mwazcThe Concept of Baroque in Literary Scholarship, in mwazg“The Journal of Aesthetics and Art Criticism”, vol. 5, n. 2, mwazkSpecial Issue on Baroque Style in Various Arts (dicembre 1946), pp. 77-109.
cite-note-1313. «Si dica pure ‘età barocca' e ‘arte barocca'; ma non si perda mai la coscienza che, a rigor di termini, quel che è veramente arte non è mai barocco» (Croce, mwaz0Storia dell'età barocca in Italia, Milano 1993, p. 60).
cite-note-1414. Enzo Carli - Gian Alberto Dell'Acqua, mwaaeStoria dell'arte, vol. III, Bergamo 1972, p. 227.
cite-note-1515. Heinrich Wölfflin, mwaauRenaissance und Barock: eine Untersuchung über Wesen und Entstehung des Barockstils in Italien. München 1888 (mwaayversione online), trad. it. mwaacRinascimento e barocco: ricerche intorno all'essenza e all'origine dello stile barocco in Italia, Milano 2017.
cite-note-1616. Heinrich Wölfflin, mwaasKunstgeschichtliche Grundbegriffe: Das Problem der Stilentwicklung in der neueren Kunst, München 1915 (mwaawversione online); trad. it. mwaa0Concetti fondamentali della storia dell'arte, Milano 2016.
cite-note-1717. Werner Weisbach, mwabeDer Barock als Kunst der Gegenreformation, Berlin 1921.
cite-note-1818. G. C. Argan, mwabuStoria dell'arte italiana, vol. III, Firenze 1984, p. 257. Per la Chiesa, chiarisce Argan, «la cultura è una via di salvezza, ma tutta l'umanità deve salvarsi […]. Bisogna dunque che la cultura penetri in tutti gli strati della società; bisogna che ogni attività umana, anche la più umile, abbia un'origine culturale e un fine religioso […]. Per questo il Barocco diventa ben presto uno mwabystile e passa dalla sfera dell'arte a quella del costume, della vita sociale» (mwabcibidem, pp. 257-258).
cite-note-1919. Si veda E. d'Ors, mwabsDu Baroque, Paris 1936 (trad. it. mwabwDel Barocco, a cura di Luciano Anceschi, Milano 2011).
cite-note-2020. Victor L. Tapiè, mwacaBarocco e classicismo, Milano 1998.
cite-note-2121. Franco Croce, mwacqCritica e trattatistica del barocco, in mwacuStoria della letteratura italiana: mwacyil Seicento, Milano 1967, p. 475.
cite-note-2222. Elisabetta Strocchi, mwacoIl primato dell'immagine: l'Italia barocca, in Aa.Vv., mwacsStoria dell'Arte italiana, Milano, Bruno Mondadori, 1992, p. 312 (dove si cita, con lievi aggiustamenti, il passo bruniano che segue). Cfr. anche Formaggio, mwacwIl Barocco..., p. 12.
cite-note-2323. Giordano Bruno, mwadaProemiale epistola, in mwadeDe l'infinito, universo e mondi, Firenze, Sansoni, 1978, p. 361.
cite-note-2424. Così, ad es., Carli-Dell'Acqua, mwaduStoria dell'arte, vol. III, Bergamo 1972, p. 228.
cite-note-2525. B. Croce, mwadkSensualismo e ingegnosità nella lirica del '600, in mwadoSaggi sulla letteratura italiana del Seicento, Bari 1911, pp. 377-433.
cite-note-2626. Una delle formulazioni più avanzate – e fortunate – in tal senso è mwad4mwad8Il cannocchiale aristotelico di mwaeaEmanuele Tesauro (Torino 1654 e, in edizione definitiva, 1670).
cite-note-2727. A partire dalla poesia lirica, con le varie declinazioni del mwaeqconcettismo: dal mwaeumarinismo italiano all'mwaeyeufuismo inglese, il mwaecpreziosismo francese, il mwaegculteranesimo spagnolo, ecc.
cite-note-2828. «Non si meravigli troppo il lettore se, contro ogni aspettativa e desiderio, troverà scritta la parola ‘barocco' soltanto in questa pagina del libro», scrive, ad esempio, Lorenzo Bianconi in apertura del suo volume sul Seicento musicale (L. Bianconi, mwaewIl Seicento, Torino 1991, p. XV).
cite-note-2929. Occorre peraltro «distinguere la nascita dell'opera in musica, avvenuta a Firenze nel 1600, da quella dell'teatro d'opera, avvenuta a Venezia nel 1637» (F. Dorsi-G-Rausa, mwafaStoria dell'opera italiana, Milano 2000, p. 28). Nella Venezia del 1637 sorge anche il primo teatro d'opera, il mwafeSan Cassian.
cite-note-3030. Carl Dahlhaus, mwafuDrammaturgia dell'opera italiana, Torino 2005, p. 9.
cite-note-3131. Sullo sviluppo di questi e altri strumenti si può vedere mwafkStoria degli strumenti musicali, a cura di Anthony Baines, Milano 1983.

Bibliografia

• mwaf0Benedetto Croce, Storia della età barocca in Italia: pensiero, poesia e letteratura, vita morale, Bari, Laterza, 1929, SBN PUV0444282.
• mwaf8Dino Formaggio, Il Barocco in Italia, Milano, Mondadori, 1960, SBN LO10014651.
• mwageMario Perniola, La società dei simulacri, Bologna, Cappelli, 1983 [1980], SBN MIL0190158.
• mwagmLuciano Anceschi, L'idea del barocco, Bologna, Nuova Alfa, 1984, SBN CFI0077251.
• mwaguAnna Menichella, Barocco, in L'Arte (Critica e Conservazione), Enciclopedia tematica aperta, Milano, Jaca Book, 1993, pp. 181-183, ISBN 88-16-43910-6.
• mwagcAndrea Battistini, Il Barocco: cultura, miti, immagini, Roma, Salerno, 2000, ISBN 88-8402-316-5.

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itbarocco, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiabarocco, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefdss(IT, DE, FR) Barocco, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
• citerefbritannica-com(EN) Baroque art and architecture / Baroque art and architecture (altra versione), su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Barocco, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• mwajwIl Barocco nell'architettura, su arte.rai.it, sul portale RAI Arte.
• mwaj4AA.VV., Omaggio a Juan Caramuel Y Lobkowitz. Un genio scientifico in epoca barocca (PDF), in Il Covile.